Alcuni ricordi e riflessioni di un lungo racconto

Fare un "racconto" di questi 40 anni di vita parrocchiale ne verreb­be fuori un lungo... rac­conto. Oltretutto sa­rebbe inutile perchè in altre occasioni è già stato detto e scritto quanto abbiamo realiz­zato in questi anni.

Un cammino lungo 40 anni con le sue luci e certo con le sue ombre, perchè di perfetto c'è solo Lui, il Signore. Sarebbe ancora più difficile, perchè si ha a che fare con il cuore della gente che solo Dio conosce e può giudicare. Noi sì e no, ve­diamo "l'esterno" e talora con una visione distorta e non sempre corretta. Quanti giudizi sbagliati su persone, cose, azioni ed avvenimenti. E questo è accaduto anche per la nostra vita parrocchiale.

Ma sono cose che bisogna, purtroppo, mettere in conto. Del resto anche in parrocchia chi fa falla e chi non fa non falla! Proverbio giusto! Meno male però che poi le cose, almeno per noi, sono andate quasi tutte bene.

 

Ma con questo scritto non vogliamo certo ricordare i tanti bei momenti e situazioni talora anche non facili nel cammino della nostra parrocchia. Né vogliamo sottolineare solo alcuni molto significativi che fanno riflettere. Iniziare, o meglio fondare e formare una nuova parrocchia, non è mai stato facile per nessun prete e per i suoi parrocchiani. Pensate: una parrocchia, la nostra, che incomincia la sua storia nella piccola cappella della casa di riposo "Papa Giovanni" (di cui il Parroco pagava l'affitto), una cappella che poteva contenere al massimo 40-50 persone; eppure da lì è partita la vita parrocchiale, non solo con la S. Messa feriale e festiva ma anche con il catechismo di diversi bambini e ragazzi che già avevano scelto la nuova par­rocchia.

Non parliamo poi delle sante Messe celebrate d'estate nel cor-tile dell'abitazione del Parroco (in via Lanza), perchè aumen­tava la partecipazione dei fedeli. Quindi un cortile come chiesa, mentre l'abitazione del Parroco diventava "la casa parrocchiale, la segreteria, il luogo degli incontri dei catechisti, con la gente, con i fidanzati per il ma­trimonio ecc..

Certo non si poteva andare avanti così. Difatti ad un certo momento abbiamo fatto trasloco in un'altra "chiesa" (pagando l'affitto): un garage in via Don Minzoni attrezzato di "tutto punto" con tabernacolo, altare, mobili..., seggiole, e luogo per il catechismo, le riunioni dei fedeli, comprese quelle del Consiglio Economico il quale, proprio in quel luogo, decideva la costruzione di una nuova chiesa, perchè certo il garage non bastava più. E dopo l'espe­rienza del "garage-chiesa" pro­prio il 7 settembre 1973, si diede inizio alla costruzione della chiesa, (chiesa-capanna come alcuni la definivano) e, miracolo della impresa costrut­trice, nella notte di Natale dello stesso anno, celebravamo la S. Messa della Natività. Chi ha vissuto quei giorni, sa quanto fu grande la gioia di tutti i par­rocchiani. Un miracolo in tutti i sensi: e non lo scorderemo mai! Ma "chi si ferma è perdu­to"...! Ed allora: avanti! Difatti nasce un'idea forse pazza!

Mentre il Vescovo desiderava che si pensasse ad una "vera chiesa" perchè quella era per Lui provvisoria (e poteva non avere tutti i torti) questo ci impo­neva il nuovo progetto della chiesa (che diventò poi la chiesa della parrocchia di S. Franca). Noi rifiutammo la proposta perchè in quei tempi avevamo solo..., gli occhi per piangere perchè le tasche e la cassa era­no..., vuote, ma anche perchè avevamo un'altra idea: l'acqui­sto di 25 mila metri quadrati di terreno, di cui era proprietario l'Istituto Buon Pastore di  Piacenza, con una scelta ben pre­cisa che poteva sembrare un pò pazza, ma già da allora, e oggi dopo tanti, si è rivelata lungi­mirante.

Difatti soprassedemmo alla rea­lizzazione del nuovo progetto della chiesa e momentanea­mente alla costruzione della casa parrocchiale, pensando che era più giusto ed utile l'acquisto del terreno per rea­lizzare strutture che fossero a servizio della pastorale parroc­chiale con una particolare at­tenzione ai bambini e ragazzi del nuovo quartiere che aveva, tante giovani famiglie. E l'idea e il programma difatti non rimasero lettera morta, perchè oggi, quello che abbiamo realizzato, è sotto i nostri occhi, con meraviglia di tutti: campo da calcio, da calcetto, da tennis, il centro sportivo S. Corrado, casa degli Scouts, parco gioco dei bambini, pista di pattinag­gio, pallavolo, gioco da bocce, pista pluriuso, Circolo Anspi ecc..

Sono queste altrettante realtà di cui oggi non possiamo non sentirci "orgogliosi" per aver creato un complesso utilissimo per la pastorale della parroc­chia.

E queste poi in un'oasi di verde e di alberi che diventa così centro di aggregazione e di di­vertimento per tutti coloro che lo frequentano. Ma ci fermiamo qui, perchè davvero "il raccon­to" è diventato troppo lungo ricordando però, ancora una volta, che abbiamo fatto tutto con le nostre mani le uniche fonti finanziarie per pagare, senza mai debiti, le fatture dei lavori compiuti.

Ditemi voi se questo non ha del "miracoloso"! Ma il mira­colo è stata la generosità dei parrocchiani frutto della loro fede, dell'amore, della passione per il bene della parrocchia, la lungimiranza e la serietà di tanti collaboratori che hanno "coor­dinato le cose". Per cui dopo 40 anni abbiamo davanti agli occhi questa parrocchia che ci fa dire "Bella davvero S. Cor­rado", perchè sono stati bravis­simi i suoi parrocchiani, 40 anni davvero spesi bene!!!

Ultimo aggiornamento (Martedì 02 Ottobre 2012 09:36)