IL PRETE DEVE ESSERE SE STESSO"

Un ampio disagio attra­versa il nostro mondo. C'è assenza di speran­za, c'è un'atrofia di progetti; e l'anima si illanguidisce. In questo contesto si inserisce l'azione pastorale del Salva­tore, che è chiamato, ogni giorno, a fare di Dio la ra­gione profonda della propria vita per poter ridare speran­za alla comunità; per poter rinverdire il progetto di fede della comunità. Per fare questo il prete deve evitare una tentazione e rin­novare un impegno. Potreb­be avvenire, alcune volte, che le comunità amino il prete che si comporta come loro. Al sacerdote il Signore non chiede questo.

Il prete deve essere se stesso

con l'esperienza di fede che, quotidianamente, nutre con l'Eucaristia, con l'annuncio prezioso della parola di Dio,

su cui ha giocato la vita. Non distogliete i vostri preti dal­l'altare. Piuttosto venite con loro all'altare. Lasciatevi in­quietare, se occorresse, dalle domande vere che amano su­scitare nei nostri cuori. Pre­gate il Signore perchè i vostri sacerdoti siano credibili an­nunciando ciò in cui credono e vivendo ciò che annuncia­no; pregate ancora il Signore perchè non siano dispensa­tori di ricette facili, ma mae­stri esigenti che pongano domande vere e provochino il cuore e la vita alla ricerca più ardua, che è, anche, la più bella.

 


 

Ultimo aggiornamento (Martedì 02 Ottobre 2012 09:35)