Milano 2012

“Il prossimo Incontro mondiale delle famiglie costituisce un'occasione privilegiata per ripensare il lavoro e la festa nella prospettiva di una famiglia unita e aperta alla vita, ben inserita nella società e nella Chiesa, attenta alla qualità delle relazioni oltre che all'economia dello stesso nucleo familiare".

Come lo stesso titolo dell'Incontro suggerisce, l'intenzione è di dar vita a un evento di carattere profondamente ecclesiale, perchè vedrà famiglie di tutto il mondo radu­nate attorno al successore di Pietro, ma al tempo stesso un incontro capace d'interpellare, in qualche misura, tutti: credenti e no, praticanti e "tiepidi", famiglie che conservano l'unità e la fedeltà del vincolo coniugale e famiglie "dal cuore ferito" (per usare le note parole del cardinale Tettamanzi).

Famiglia: il lavoro e la festa

Il tema scelto, del resto, "La famiglia: il lavoro e la festa" agevola il cammino in questa direzione. Un "tema laico", si è detto. Ma io direi di più: un tema che fa riferimento alla quotidianità come il luogo in cui la famiglia si rea­lizza o - per dirla in linguaggio cristiano - trova la sua via alla santità.

L’arrivo in piazza Duomo per salutare i milanesi, quindi a San Siro circondato da 50 mila cresimandi, poi in Ar­civescovado per incontrare "le autorità civili", e ancora in Duomo per pregare con sacerdoti e suore della dio­cesi, fino alla serata del grande raduno per "dialogare" con le famiglie di tutto il mondo e soprattutto alla messa conclusiva del giorno dopo, sulla spianata del parco-aeroporto di Bresso, dove si prevede un milione di persone.

Questo e altro sarà la visita del Papa a Milano per il VII Incontro mondiale delle famiglie, un tour de force talmente pieno che il suo soggiorno durerà tutti e tre i giorni compresi fra venerdì 1 e domenica 3 giugno. Un "dono fatto alla città di Milano 27 anni dopo la visita di Giovanni Paolo E", lo ha definito il cardinale Angelo Scola, e anche "una cosa particolarmente straordinaria" alla luce del fatto che tutti gli altri viaggi finora compiuti da Benedetto XVI in Italia non si sono mai protratti per più di un giorno: una decisione dovuta al "carattere internazionale dell'incontro", ma anche "al suo desiderio di incontrare Milano".

“Family2012", così si chiama l'evento, comincerà in realtà due giorni prima con una serie di iniziative i cui numeri bastano appena a cogliere la portata della macchina organizzativa: 111 relatori da 27 Paesi per il congresso sul tema cardine dell'incontro ("La famiglia: il lavoro e la festa"), 85 delegazioni iscritte dall'Italia e altre 45 dal resto del mondo, 66 cardinali, testi tradotti in dieci lingue tra cui l'arabo, 300 mila persone previste per la "festa delle testimonianze" nonché il milione del giorno dopo dell'incontro Mondiale