RICORDATI DI SANTIFICARE LA FESTA

Ricordati di santificare le feste" chiede di par­tecipare alla Messa della domenica. Ma non solo, perch

è il coman­damento chiede di santificare tutto il giorno, non soltanto un'ora. E cosa vuol dire: san­tificare la domenica? Signi­fica riservarla (santificare vuol dire riservare) a colui che è Santo, cioè a Dio. Cosa ci fa Dio con la nostra domenica? A cosa gli serve? Dio non ha già tutto? Ha tutto eccetto il nostro amore per i fratelli, per i suoi figli. Dio dà loro il suo amore, ma non può dare loro il nostro. Cerchiamo di capire come ciò può avvenire. Per continuare la sua presenza in mezzo a quelli che avrebbero creduto in lui, Gesù ha lasciato la Messa, cioè la sua ultima cena, quando ha riassunto tutta la sua vita spesa per gli altri nel gesto del pane spezzato, cioè condiviso e donato. San­tificare la domenica significa, perciò, celebrare la Messa, la cena del Signore, per incon­trare Gesù che si rende presente nel gesto del pane spezzato, ricordando il suo comandamento "Amatevi come io vi ho amati" e chie­dendo la forza per metterlo in pratica nella vita di tutti i giorni, a partire proprio dalla dome­nica. Questa diventa così il giorno che consente di "riservare al Signore", presente nei fratelli, tutta l'attenzione che negli altri giorni le occu­pazioni quotidiane non per­mettono di dare come si dovrebbe. Santificare la festa significa, allora, far scaturire dalla Messa una giornata diversa, dedicata in modo particolare agli altri. Gli altri che sono prima di santificata

con una bella passeggiata tra genitori e figli; con più tempo passato serenamente in casa a raccontarsi le cose; con un bel pranzo tutti insieme, non uno alla volta e di corsa come nei giorni di lavoro e di scuola. Gli altri sono i nonni lontani, oppure anziani o malati, da consolare con un pò di compagnia. Gli altri sono gli amici da radunare per raffor­zare l'amicizia. Gli altri sono i poveri e i malati, da soccor­rere partecipando a qualche attività caritativa. Gli altri sono anche i defunti da ricordare cpn una visita al cimitero. In questo modo, la domenica diventa il giorno che dà respiro nuovo alla carità, facendone riserva per i giorni che segui­ranno. Obiezione: "Queste cose si possono fare anche senza andare a Messa". Certa­mente! Ma le si farà se e quando lo si ritiene opportuno, se ne abbiamo voglia e con coloro che ci sono simpatici. I discepoli di Gesù, invece, sono chiamati a farlo sempre e con tutti. E per questo è necessaria la forza che viene dalla Messa. Ignorare questo comandamento a cosa porta? Lo stiamo vedendo: si pensa a se stessi più degli altri giorni; si dorme fino al pomeriggio perchè si è tornati a casa, rintro­nati, alle sei del mattino; si lascia il pranzo della famiglia per il torneo o per la partita di calcio; si bivacca sonnacchiosi davanti alla tivù... E poi il lunedì, più stanchi e stressati del sabato precedente, si torna a lamentarsi perchè: "Oggi la gente pensa soltanto a se stessa e se ne infischia degli altri". La domenica, per chi la sa pren­dere, è una medicina ecce­zionale.