Chi ha davanti agli occhi la lista dei dieci co­mandamenti, nota che i primi tre indicano i doveri verso Dio, men­tre gli altri sette si riferiscono a comportamenti tra le per­sone. Con uno sguardo più attento, si accorge di un'altra differenza: mentre i doveri ver­so Dio sono chiesti in positivo, quelli tra le persone sono sotto forma di proibizione: non rubare, non dire falsa testimo­nianza, non... Eccetto, però, il quarto: "Onora il padre e la madre". Perchè questa diffe­renza? Qui, infatti, notiamo che mentre i comandamenti dal cinque al dieci sono pro­ibizioni secche, senza alcuna aggiunta ("Non ucciderai, non ruberai, non..."), il quarto, oltre che essere in positivo è ac­compagnato da una promes­sa: "Onora tuo padre e tua madre, perchè si prolunghino i tuoi giorni e tu sia felice nel paese che il Signore tuo Dio ti dà". Questa particolarità induce a pensare che Dio, il Padre di tutti, conoscendo per esperienza diretta la difficoltà dei figli a onorare (cioè obbe­dire, rispettare, ringraziare, ri­compensare...) i genitori, ab­bia voluto dare forza alla sua richiesta, con la promessa di una ricompensa. Dovrebbe essere proprio così. Infatti, in un altro libro della Bibbia, si legge questo invito: "Figlio, soccorri tuo padre nella vec­chiaia, non contristarlo du­rante la sua vita. Sii indulgente, anche se perde il senno, e non disprezzarlo, mentre tu sei nel pieno vigore. L'opera buona verso il padre non sarà dimen­ticata, otterrà il perdono dei peccati, rinnoverà la tua casa. Nel giorno della tua tribola­zione Dio si ricorderà di te, come brina al calore si scio­glieranno i tuoi peccati. Chi abbandona il padre è come un bestemmiatore, chi insulta sua madre è maledetto dal Signore" (Siracide 3,12-10). Parole forti! Come dire: "Se fai del bene a tuo padre, io perdono i tuoi peccati verso di me. Se abbandoni tuo padre e tua madre, è come se be­stemmiassi contro di me". Ma è così difficile onorare i geni­tori? Sembrerebbe di sì. Infatti i farisei e gli scribi, coloro che avrebbero dovuto educare il popolo a osservare i coman­damenti di Dio, per evitare il quarto avevano escogitato una vergognosa furberia, smasche­rata da Gesù. Essi, dichiarando "offerta a Dio" ciò con cui do­vevano aiutare i genitori, si ritenevano esonerati dal prov­vedere loro. E oggi? La diffi­coltà rimane, anzi aumenta, perchè l'innalzamento dell'età moltiplica il numero dei genitori anziani e bisognosi di assistenza. Da cosa dipenda questa difficoltà è difficile dirlo. Forse una causa va cer­cata nel fatto che, siccome i figli nascono capaci soltanto di ricevere senza poter dare niente in cambio, essi vengono lasciati crescere così senza essere educati alla gratitudine. Una virtù, questa, che anche stimolata, difficilmente attec­chisce. Figuriamoci se la si dà per scontata.

Giovanni, genitore