Già fin da ora possiamo comunicare alle famiglie della parrocchia che anche quest'anno, dopo la felice riuscita dell'estate scorsa, la Parrocchia, in collaborazione col Centro Sportivo Italiano (CSI), organizza il Grest per bambine/i e ragazzi/e dell'età 5-13 anni.

Lo abbiamo comunicato per tempo cosicché le famiglie interessate potranno programmare l'estate dei loro figli nel periodo delle vacanze.

Col Bollettino parrocchiale di maggio, potremo dare indicazioni più precise per le iscrizioni, con le modalità di partecipazione e turni di adesione.

 

21 Marzo: FESTA del PERDONO

28 Marzo: DOMENICA delle PALME

4 Aprile: PASQUA di RISURREZIONE

1 ° Maggio: INIZIA il mese di MAGGIO

9 Maggio: FESTA della MAMMA

16 Maggio: Celebrazione della la COMUNIONE

22 Maggio: Recital dei Giovani della Parrocchia "TERESA: LA MATITA DI DIO"

31 Maggio: Pellegrinaggio Parrocchiale in S. MARIA di CAMPAGNA28-29-30 Maggio: "San CORRADO in FESTA" FESTA dei RAGAZZI4-5-6 Giugno: FESTA dello SPORT13 Giugno: Celebrazione della S. CRESIMA
 

Nonostante il mutare dei tempi il gruppo come momento aggregativo e come spazio privilegiato per una proposta educativa sembra mantenere una elevata validità.

Per i giovani l'esperienza di gruppo appare fondamentale, in quanto essi ritrovano a questo livello una comunanza di condizioni di vita, un'omogeneità di situazioni, una parità di rapporti, che permette loro di pienamente identificarsi in uno spazio di autonoma espressione. Per noi educatori il gruppo appare una delle poche realtà in cui sia possibile trasmettere dei contenuti e dei valori rispettando il "linguaggio giovanile". I giovani infatti danno molto peso, soprattutto in un contesto caratterizzato da forte pluralismo culturale (con esiti di relativismo), da crisi di ampie prospettive, da eccedenza di proposte di vita scarsamente traducibili nella prassi, all'esperienza, ricercando nelle pratiche di vita, negli spazi in cui sono inseriti, nelle dinamiche della vita quotidiana, una concreta risposta alle loro esigenze di identificazione e di socializzazione. L'esperienza del gruppo risulta così sulla lunghezza d'onda delle loro attese, in quanto permette di fare
pratica di rapporti, di trovare di fatto una risposta al problema della sicurezza e dell'integrazione sociale. Di fronte a questo dato molti educatori rivalutano il gruppo come uno spazio in cui è possibile non separare i contenuti dall'esperienza, in cui fare una proposta attraverso le concrete dinamiche relazionali.Il gruppo può pertanto costituire un interessante "rendez-vous" tra giovani ed educatori, tra soggetti che hanno nei confronti di esso diverse aspettative.Infatti i giovani possono essere attenti a quelle espe­rienze di gruppo - anche organizzato - che sono in linea con la loro condizione, che permettono loro di rispondere alle esigenze di socia­lizzazione, di sviluppo affettivo, di espressività. Parallelamente gli educatori considerano il gruppo come un luogo privilegiato di mediazione tra le istanze della personalità del giovane (proprio di chi si sta aprendo alla vita sociale) e quelle della società complessa (con le sue sollecitazioni e il suo pluralismo culturale e di esperienze), come un luogo di fondamentale importanza per una maturazione graduale e armonica del giovane che risponda da un lato all'esigenza giovanile di protagonismo e di esperienza e dall'altro lato all'interiorizzazione di proposte educative. In questa linea il gruppo organizzato viene considerato un'occasione che si offre al giovane per orientarsi in senso collettivo, pur avviando a soluzione i problemi della sua condizione.Un aspetto importante di riflessione per tutti gli operatori di pastorale è il senso che ha il giovane del gruppo anche ecclesiale: più che appartenere alla Chiesa in generale, il giovane orientato religiosamente attribuisce molta importanza alla appartenenza allo specifico gruppo religioso giovanile, il ristretto gruppo di persone con cui viene in contatto. Complessivamente sembra ci sia un esito di crescita dell'appartenenza ecclesiale, però è dovuto al fatto che cresce l'identificazione con i singoli gruppi più che con la Chiesa in generale. L'aspetto interessante è il fatto che i giovani vivono una esperienza in cui si riconoscono, che è significativa di Chiesa, piccola Chiesa; il fatto problematico ovviamente è la perdita del senso collettivo, ecclesiale, di un senso ec­clesiale ampio, ma questo secondo me è un grosso problema che non riguarda solo la condizione giovanile, è una concezione autonoma di Chiesa, di una Chiesa per sé più che di una Chiesa intesa in senso ampio. Proprio su questo punto dobbiamo concentrare anche la nostra preparazione e attività per recuperare un'iden­tificazione compiuta e completa di Chiesa Universale. Gli educatori Stefano, Giacomo, Elisa, Valentina

Ultimo aggiornamento (Giovedì 03 Giugno 2010 16:42)

 

DOMENICA 18 APRILE 

Perchè i ragazzi nella Missione Popolare Diocesana?

Perchè i ragazzi, insieme ai giovani ed agli adulti, sono missionari, sono soggetti e non solo destinatari della Missione. Anzi, sono una risorsa per la comunità, perchè aiutano tutti a dire con freschezza e semplicità la perenne novità del Vangelo. Il nostro mondo ha bisogno di ragazzi che sono portatori di buone notizie, capaci di una comunicazione innocente e non interessata, puri di sentimenti, semplici. I ragazzi sognano un mondo di pace, di vita, di amore, aiutano gli altri a sognare e con la loro sola presenza, svegliano energie buone, aprono cuori chiusi, abbattono preconcetti, aiutano a sperare, danno voglia di vivere. Gesù ha affidato a loro la missione di rivelare la condizione di accesso al Regno di Dio, al mondo di Dio. Realmente, i bambini evangelizzano: "Ti lodo, Padre, perchè hai rivelato i tuoi segreti ai piccoli". Per tutto questo non è pensabile la MPD senza la presenza attiva, il protagonismo dei ragazzi. Senza loro, la missione non sarebbe più popolare.

Perchè il 18 aprile?

Nella terza domenica di Pasqua tutti i ragazzi della Diocesi vivranno con questa giornata di gioia l'inizio della Missione Ragazzi che si inserisce nel cammino che la nostra Chiesa sta compiendo.

Chi partecipa?

Tutti i ragazzi coinvolti nei cammini di catechesi, accompagnati dai loro catechisti ed educatori. Ma sono invitati anche i genitori. Alle ore 15 arrivati in piazza Cavalli i ragazzi saranno accolti e verrà costruito il rotolo dell'Exultet unendo le varie parti, poi da piazza Cavalli ci si incamminerà tutti insieme verso il Duomo dove saremo accolti dal Vescovo.

Alle ore 16 inizierà la celebrazione eucaristica ili Duomo durante la quale il Vescovo consegnerà ad ogni Unità Pastorale la lampada della missione ragazzi, luce da tenere accesa per continuare il cammino missionario.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 03 Giugno 2010 16:35)

 
Riuniti nell'ascolto orante della Parola: è questa la straordinaria esperienza vissuta sabato 20 e domenica 21 c.m. dall'Unità Pastorale n. 5 (Parrocchie di S. Corrado, S. Vittore, Preziosissimo Sangue) in occasione del primo ritiro spirituale della Missione Popolare Diocesana.In un clima familiare e festoso, ma anche profondamente raccolto, la Chiesa di S. Vittore ha ospitato i numerosi partecipanti dando inizio al ritiro con canti, con la preghiera di invocazione allo Spirito Santo, con l'accoglienza dell'Evangeliario e la venerazione personale della Parola, guida e lampada ai nostri passi e portatrice di frutti di carità.La Lectio Divina dei brani del Vangelo di Luca (cap. 4,14-30 e cap. 5,1-11) com­mentati da don Umberto ci ha permesso di "ritornare alla Sorgente" riempiendoci della Parola di Dio, di reincantarci davanti alla persona e al messaggio di Gesù, sempre vivo e attuale; quel Gesù che nella Sinagoga di Nazaret annuncia ad un pubblico stupito che "Oggi si è adempiuta la Scrittura", che i poveri, i ciechi, gli oppressi (tutti noi) saranno liberati dalla lieta notizia che Dio è un Padre misericordioso, che ci ama incondizionatamente e gratuitamente. Per questo dobbiamo fidarci di Lui, anche quando nella nostra vita c'è sofferenza, anche quando "Le Sue vie non sono le nostre vie". Quel Gesù che, nella barca sul lago di Genesaret chiama Pietro, povero pescatore che aveva lavorato invano tutta la notte, e lo invita a prendere il largo; la fiducia di Simone nella parola di Gesù porta frutti insperati (pesca miracolosa) e trasforma il povero pescatore in "pescatore di uomini".Anche noi, vogliamo "prendere il largo", affidandoci a Te, e stare nella barca (Chiesa) dove Tu sei presenza viva ed efficace.Prendere il largo e gettare le reti, cioè creare relazioni d'amore con i "vicini" e i "lontani" dalla Barca, aprirci al mondo con modalità nuove, in ascolto dello Spirito, farci fratello ai fratelli e portare ad ognuno il lieto annuncio di un Dio-Amore.La condivisione di queste riflessioni nei gruppi, l'ascolto dei testimoni e delle loro esperienze di vita, anche quelle più toccanti, hanno rappresentato per tutti una opportunità di arricchimento interiore, di crescita spirituale, di ritrovamento del senso più profondo della nostra esistenza che trova sorgente e compimento in Dio. Due giorni lontano dai quotidiani ritmi frenetici e immersi nella bellezza del messaggio evangelico: tutto questo ci ha fatto sentire, a livello di Unità Pastorale, più uniti e più discepoli di Gesù.forti di questo comune sentimento, ci siamo impegnati a ripetere l'esperienza con maggiore assiduità, per sentirci sempre più "Chiesa in missione". "Signore, sulla tua Parola getteremo le reti!" Come Pietro ci riconosciamo peccatori, ma se ci affidiamo a Te, anche le vicende più tristi si trasformano in esperienze d'amore, perchè Tu ti fai nostro compagno di viaggio".Spirito Santo, guidaci nel cammino della Missione Popolare Diocesana, liberaci dalle nostre paure e debolezze, dai pregiudizi che a volte ci impediscono di vedere in ogni persona il Tuo volto, rendici testimoni credibili del tuo Vangelo e trasforma la nostra vita in una missione perenne". E, per concludere, un grazie di cuore a tutti coloro che in tanti modi e con dedizione hanno reso possibile questa esperienza!
 
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