Quando dieci anni fa si pensò di organizzare il Carnevale dei bambini in Oratorio forse non avremmo creduto che questa iniziativa parrocchiale avrebbe avuto ogni anno tanto successo!

Difatti è stato proprio così ogni anno!

E anche quest'anno vedere il salone strapieno non solo di bambini, quasi tutti in maschera con i più svariati costumi, ma anche di tanti genitori, è stato per tutti motivo di soddisfazione per un carnevale ben riuscito: in tanti con tanta allegria! I bambini (lo sappiamo) quando ci sono loro, l'allegria non manca mai! Ma stavolta era ancora maggiore perchè era l'allegria del carnevale! L'iniziativa, lanciata a catechismo 10 anni orsono: "Tutti in maschera per il carnevale in parrocchia" è stata accolta ancora dai tant bambini che si sono divertit un mondo, anche perché collaboratori dell'Oratorio, ce l'hanno messa tutta per preparare ed organizzare la festa: tre ore a base di suonate, canti, balli e giochi a non finire! E i bambini in questa "confusione carnevalesca", hanno fatto la loro parte per la gioia dei tanti genitori presenti che godevano nel vedere i loro figli "in piena baldoria e felicità" di carnevale. E nel momento finale c'è stato l'arrembaggio alle tante torte, pasticcini con relative bibite offerte dalla parrocchia e dai genitori: piccoli e grandi hanno fatto "tabula rasa" di tanta manna, mentre al banco delle consu­mazioni gli organizzatori si impegnavano perchè tutti potessero gustare tanti dolci. E così, siamo tornati a casa soddisfatti per un bel pome­riggio passato insieme, dandoci appuntamento per il prossimo carnevale del 2011 !

 

DOMENICA DELLE PALME   La celebrazione di questo giorno inaugura la settimana santa e la chiesa ricorda l'ingresso messianico di Gesù in Gerusalemme.

Ore 10,00 Rito delle Palme e S. Messa. Processione con i rami di ulivo, segno di benedizione, di pace e ricordo dell'onore reso a Cristo.

MERCOLEDÌ' SANTO  Ore 20,45 LITURGIA PENITENZIALE CON CONFESSIO­NE PER GIOVANI E ADULTI.

GIOVEDÌ' SANTO  In questo giorno secondo l'antichissima tradizione della Chiesa, i fedeli si riuniscono per la celebrazione del­l'Eucarestia chiamata appunto: CENA DEL SIGNORE.

Ore 17,00 Confessione adulti.

Ore 21,00 MESSA SOLENNE DELLA CENA DEL SI­GNORE.

Ore 22,00 Adorazione comunitaria eucaristica dei fedeli.

VENERDÌ' SANTO  E' il giorno dedicato alla cattura e morte di Gesù. La liturgia ci invita all'esaltazione della Croce, quale segno di vittoria e di salvezza. Durante la giornata: ADORAZIONE continua a TURNI da parte dei FEDELI.  Oggi c'è l'obbligo di astinenza dalle carni (per chi ha compiuto i 14 anni) e del digiuno (per le persone dai 21 ai 60 anni).

Ore 9,30 Confessione e Comunione Pasquale agli ammalati e anziani.

Ore 14,30 Adorazione Eucaristica di tutti i bambini e ragazzi. 

Ore 18,00 SOLENNE AZIONE LITURGICA PER LA MORTE DEL SIGNORE.

Ore 21,00 CELEBRAZIONE COMUNITARIA DELLA VIA CRUCIS, con "le 7 Parole di Gesù in Croce". La SCHOLA CANTORUM accompagnerà, con canti il rito. 

SABATO SANTO  Non si celebra nessuna funzione. Tutta la giornata è dedicataalla confessione dei fedeli.

Ore 17,00  CONFESSIONE PER ADULTI.

Ore 22,00 VEGLIA PASQUALE DURANTE LA QUALE E' DATO L'ANNUNCIO DELLA RESURREZIONE DI CRISTO: S. MESSA DI PASQUA, con la partecipazione del Coro dei Giovani.

DOMENICA, PASQUA DI RESURREZIONE  Orario festivo delle SS. Messe, durante le quali vengono raccolte le offerte della QUARESIMA MISSIONARIA.  Ore 11,15 SANTA MESSA solenne con la partecipazione del Coro  dei Giovani.

LUNEDI' DELL'ANGELO   Orario SS. Messe: ore 8  - 11,15 -  18.

CONFESSIONI PASQUALI: Perchè la confessione di Pasqua sia un momento profondo di fede e un desiderio di conversione la parrocchia offre la possibilità ai ragazzi e agli adulti di rare le cose per bene: per tutti una veglia Penitenziale con Confessione! In modo particolare lo raccomandiamo agli adulti e ai giovani.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 03 Giugno 2010 16:20)

 

La Prima confessione dei bambini: Fare esperienza di Dio non è certo una cosa semplice! Non è "prerogativa" dei soli santi, ma quasi. E noi che non siamo santi, possiamo solo dire al Signore: "credo o Signore, ma aiuta la mia incredulità". Vedere però, questi bambini confessarsi per la prima volta, forse si può capire più da vicino che cosa significa fare una "esperienza d'amore di Dio". La loro semplicità, la loro fede nel confessarsi ci dice che "loro" ci credono a Dio Padre! Per cui, la loro "prima Confessione" può essere sempre anche per noi adulti una occasione per cercare di "ricuperare", se vogliamo, tutta la forza del perdono di Dio e tutta la gioia che dona ad un cuore pentito questo sacramento. Quindi non solo una "bella festa" la prima Confessione di questi bambini, ma un'occasione per noi di sentirci, almeno per Pasqua, più bisognosi e desiderosi di fare questa esperienza dell'amore misericordioso di un Padre che sappiamo di poter pregare così: "Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori". La prima Confessione dei bambini può essere per tutti ed in particolare per i genitori di questi bambini una gioiosa esperienza di Dio nostro Padre!

Il Circolo ANSPI ha "girato a pieno ritmo": Con profonda soddisfazione constatiamo la felice riuscita dell'attività del Circolo Anspi, soprattutto a favore degli anziani, che ha funzionato a pieno ritmo e ha dato loro la possibilità di usufruire di questa iniziativa parrocchiale. Difatti sempre numerosi (e talora più donne che uomini) hanno frequentato il Circolo messo a loro disposizione per trascorrere i lunghi pomeriggi di questi mesi, a suon di briscole! E questo anche per merito delle donne e del sempre presente Ugo, che in funzione di "barman" offrono ai frequentatori questa varietà... di consumazioni: pompelmo, ginger, vino, caffè: sono le "offerte" del bar, mentre gli anziani, durante le interminabili partite a carte mettono in palio le "pastiglie" prescritte dal loro medico: Se vinci tu ti dò la mia pastiglia e tu mi dai la... tua". Così dice Ugo!

Scherzi a parte, questo è il bel clima che caratterizza il ritrovarsi dei nostri anziani, e così la parrocchia dà una risposta concreta di servizio ad una nuova esigenza sociale: quella degli anziani.

 
Domenica delle palme 28 MARZO 2010

La parola della croce: è la parola con cui la celebrazione odierna ci introduce nella Settimana Santa. Questa celebrazione, che parla di gloria e di passionerà tutt'uno nei suoi contenuti col Trìduo pasquale, forma una unità liturgica che celebra la Pasqua del Signore Gesù. Le due componenti, passione e gloria, non possono essere separate. La domenica delle palme ci guida alla professione di fede in Gesù, re dell'universo. E' il paradosso del cristianesimo: Gesù che si umilia fino alla morte, per amore, sarà colui che Dio risusciterà, colui che trionfando sulla morte aprirà un futuro di speranza per tutti.

Giovedì santo 1 APRILE 2010

Quella sera Gesù aveva desiderato ardentemente di mangiare con i suoi la Cena pasquale, un pasto rituale in cui nulla era affidato al caso. Ogni pietanza, infatti, aveva il suo significato, che le domande dei piccoli, il racconto antico e le preghiere solenni facevano emergere.

Per Gesù quella cena assume un'importanza particolare: quando spezza il pane, quando versa il vino nel calice e lo fa passare tra i suoi, quando lava i piedi agli apostoli, egli sa di compiere dei gesti profetici che aprono su una realtà nuova, che esprimono il senso della sua esistenza.

Venerdì santo 2 APRILE 2010

La celebrazione pomeridiana del Venerdì santo si presenta con una struttura  inabitualmente sobria ed un  contenuto particolarmente drammatico.

Il dramma liturgico è il più cruciale di tutta la storia umana: nel Figlio, inchiodato alla croce, Dio viene rifiutato dalle sue creature, dai suoi figli. e tuttavia, ad ogni eucaristia, Colui che agisce continua - in modo appassionato - a donare il suo Corpo e il suo Sangue. E non si tratta di una rappresentazione. Chi vi prende parte comunica veramente alla morte e risurrezione di Cristo e porta a compimento, nella sua carne, la passione del Signore.

Veglia pasquale 3 APRILE 2010

Ecco la grande notte...

E' diventata la più grande festa dell'anno liturgico, questa Veglia pasquale che nell'antichità è stata designata come "la festa delle feste", "la solennità delle solennità". E ci sono le persone e le comunità che hanno ricevuto un considerevole aiuto ed un'intensa gioia spirituale dalla Veglia pasquale.

 
Conosciamo meglio il Trittico di Serafino de' Serafini della Cattedrale dal quale è tratta l'immagine guida della Quaresima.Un particolare del Trittico di Serafino de' Serafini, pittore modenese documentato dal 1348 al 1387, è l'icona proposta come guida per la Quaresima; come già altre volte, si attinge a questo capolavoro, vera miniera di immagini suggestive, custodito nella nostra Cattedrale (cappella del fonte battesimale).Alla sommità domina una vasta Crocifissione, nelle ali laterali, in alto, vediamo l'Annunciazione, le altre dieci formelle narrano un ciclo cristo-logico: la scena in esame appartiene all'ala di destra, riservata a tre momenti del trionfo di Cristo sulla morte; dal basso: Resurrezione, discesa agli Inferi, Ascensione.Si tratta di un "altarolo portatile" ad ante richiudibili (cm. 120x92), forse commissionato per devozione privata, o per un altare secondario di un ambiente conventuale francescano: infatti ai piedi della Crocifissione è rappresentato San Francesco.La scena della "discesa agli Inferi" è divisa in due parti dalla diagonale formata da una nuda roccia: a sinistra il Cristo aureolato si protende in avanti per porgere la mano ad una folla di personaggi che si assiepano al limite di una grotta: con quel gesto li fa risorgere, quasi si avverte la sua forza divina. Riconosciamo i due progenitori: Adamo si sporge a prendere la mano di Cristo, alle sue spalle una vecchia Eva con fascia sulla fronte; dietro di loro altri volti solenni e barbuti: sono i "giusti" che attendono la liberazione. In alto a sinistra trionfa nel cielo d'oro il vissillo dei risorto.Il tema della "discesa agli Inferi" è soprattutto presente nelle icone bizantine ortodosse: il titolo, dal greco antico, è Anàstasis (risveglio, resurrezione). E' il fulcro della Pasqua Ortodossa: infatti la loro iconografia non rappresenta il momento della resurrezione così come lo vediamo nelle nostre pitture di cultura occidentale: ma ci mostra Cristo risorto, con il corpo glorioso, mentre infrange le porte degli Inferi, "primizia di coloro che sono morti", e liberatore dei morti. "Io sono il primo e l'ultimo, e il vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre, e ho potere sopra la morte e sopra gli Inferi" (Apocalisse 1,18).Nelle Scritture leggiamo pochi cenni; la fonte principale per questo episodio è nel vangelo apocrifo di Nicodemo. Lo si evoca nel Credo, simbolo apostolico: (Cristo) "morì e fu sepolto, discesce agli Inferi, il terzo giorno risuscitò da morte".
 
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